Cenni storici sulla Tipografia Cairo di Codogno.

La produzione ed il commercio editoriali dei Cairo ebbero inizio nel 1789. Si rammentano Luigi, Slovanni, Gaetano ed Alessandro Gaetano Cairo i quali si tramandarono l’attività di generazione in generazione con buona fama e successo. Prova delle attitudini da essi dimostrate è il fatto che quando Napoleone I nel 1811 decise di limitare il numero delle Stamperie nei suoi stati e volle che esercitassero tale professione solo abili e diplomati artefici, non mise in discussione né sottopose ad alcuna verifica la tipografia dei Cairo, proclamati unici nel diritto tipografico in Codogno (11 aprile 1812).

L’indirizzo storico dove operarono era in Via Roma al numero civico 6. Diedero alle stampe varie opere di interesse locale e pubblicarono sia in Codogno che a Milano, dove alcuni di essi avevano trasferito una filiale. Numerose sono le migliorie ed innovazioni tecnologiche applicate nei loro laboratori come ad esempio la galvanotipia e l’adozione di macchine Marinoni nella stampa di edizioni provinciali e delle grandi città. Ciò che dà carattere di progresso evidente e reale di questi tipografi è l’invenzione, celebrata da autori contemporanei, della stereofeidotipia, ad opera di Gaetano Cairo, nato nel 1777 e defunto nel 1840, pure inventore del tachimetro, e che si conquistò fama in Roma dove fu voluto alla direzione generale delle tipografie pontificie.

Nella famiglia spicca poi Giovanni Cairo, intimo amico di Francesco Giarelli, giornalista noto e amico di Felice Cavallotti. Insieme al Giarelli, Giovanni Cairo scrisse l’opera “Codogno e il suo territorio nella cronaca e nella storia”. Pubblicò anche numerosi giornali tra cui “Il Po ed alcune testate radicali della vicina Piacenza. Fu conferenziere ed editore di libri di divulgazione scientifica e scientifici veri e propri sulla linea di “elevazione morale” del popolo d’intonazione mazziniana. Fu tra i soci fondatori del Biblioteca Civica.

Nel secondo dopoguerra la tipografia pubblicò la “Libera voce”, organo del CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) di Codogno, foglio su cui scrivevano socialisti e azionisti fra cui Giulio Macaccaro. Il giornale era diretto da Arrigo Cairo, che fu tra l’altro il primo sindaco di Codogno dopo la liberazione del 1945, esponente socialista eletto alla costituente nel 1948. Successivamente aderì alla scissione di palazzo Barberini.

Dell’archivio della tipografia Cairo non si hanno tracce; forse è andato disperso o è stato ereditato da chi successe nella gestione della tipografia.

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