C’era una volta il Luna Park

  • I Luna Park itineranti vantano un antico passato che ha origine nel medioevo e li vede trasformarsi da luoghi di commercio ad angoli di divertimento abitati da cantastorie, saltimbanchi e, dall’inizio del ‘900 anche da giostre sempre nuove ed entusiasmanti. Così racconta Gianni Menta nel libro “Nato a Codogno” portandoci in un mondo incantato che permette ai cittadini di staccare la spina dalla frenetica routine della vita quotidiana in un clima di festa e spensieratezza.

Un tempo tra i giostrai c’era Baldo con la sua rotonda costituita da un chiosco aperto da tutti i lati a cui le persone si avvicinavano per cercare di centrare dei soldi messi in fila su una tavola di legno. Questa attrazione però, non nacque come tale ma deriva, come altre, dalla vendita del torrone. I “torronai“, infatti, vendevano solo la Domenica e per colmare tutto il resto della settimana dovevano inventarsi altre attività come il tiro a segno, il tiro ai barattoli, i piantachiodi e il tiro al pesce (un gioco antico che ha origine in Cina). Tra questi antichi venditori c’era già anche il famoso Cagno che produce il suo inimitabile torrone dal 1880 utilizzando una ricetta che è sempre rimasta segreta.

Un’altra attrazione del Luna Park, poi, era l’otto volante nato a Genova già prima della guerra. Era di proprietà di un tedesco di nome “Otto” da cui la giostra prese nome. Quando scoppiò la guerra il tedesco dovette tornare in Germania e lasciò l’otto volante ad un italiano che la pagò poco a poco divenendone proprietario. Da quel momento la giostra si diffuse ovunque caratterizzando i Luna Park di tutta Italia così come la ruota panoramica.

Anche la ruota panoramica, infatti, è sempre stata un’attrazione immancabile. Ha sempre e ovunque indicato la posizione del Luna Park, quasi come un’insegna pubblicitaria. Per questo motivo è diventata il simbolo dei Luna Park e tutti i giostrai la promuovevano aiutando i proprietari a sostenere le spese della manutenzione di una struttura tanto costosa e imponente.

E che dire dell’autopista? Qui le macchine collegate alla rete aerea, corrono scivolando su lastre di ferro e gli autisti possono guidare senza dover rispettare alcun vincolo stradale, poiché le ciambelle di gomma attorno alle vetture permettono clamorosi scontri in tutta sicurezza. L’autopista è molto cambiata nel corso dagli anni ma rimane luogo di grande divertimento e, se ci sono ragazze alla guida, come racconta Gianni Menta… parte l’inseguimento!

Un tempo, poi, c’era il Muro della morte. Quest’attrazione, oggi scomparsa dal Luna Park codognino consisteva in un cilindro di legno sui cui muri verticali giravano, grazie alla forza centrifuga, motociclette, biciclette e persino go-cart, guidati da abili acrobati. Il pubblico poteva ammirare le folli manovre affacciandosi dal bordo superiore del cilindro.

C’era poi il labirinto, oggi trasformatosi nella casa fantasma. Qui gli intrepidi visitatori erano sorpresi durante il percorso da figure mobili, rumori spaventosi, ragnatele, fantasmi, scheletri e vampiri. L’aspetto più curioso è che tutto era realizzato a mano dai proprietari che utilizzavano tutto ciò che potevano sfruttare, compresi i vecchi manichini dismessi delle vetrine.

I giostrai hanno sempre riempito di magia le nostre fiere improvvisandosi falegnami, carpentieri, elettricisti, decoratori ed intrattenitori portando con sé i colori e l’allegria dei giorni di festa e come allora anche oggi la fiera di Codogno non sarebbe la stessa senza le giostre che ogni anno arrivano a divertire grandi e piccini.

Aspettiamo i vostri ricordi, carissimi codognini. Raccontateci di come è cambiata l’esperienza delle giostre e della fiera nel corso degli anni, saremo lieti di ascoltarvi!

 

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