Indimenticabile e caratteristica figura, oltre che simpatica e allegra persona. Per anni girò per i cortili di Codogno, con un furgoncino che alla partenza, a causa del suo carico di stecche di ghiaccio, pesava moltissimo per diventare sempre più leggero man mano che vendeva i suoi quarti di stecca. Prima dell’avvento dei comodissimi frigoriferi, al loro posto, per la conservazione dei cibi c’era la ghiacciaia chiamata “la giàséra”.

Immagini di repertorio

 Consistevano in mobili artigianali di diversa fattezza e dimensione, foderate all’interno con lamiere di zinco, per migliorarne l’isolamento in modo da far durare più a lungo il ghiaccio e per avere al suo interno il maggior fresco possibile. Il Bàgiu attrezzato con un grosso gancio di ferro “rampin”, usato per spostare e rompere la stecca nella misura richiesta e con un telo di juta sulla spalla “al sac” per avvolgere il pezzo di ghiaccio da consegnare, aveva fatto di quel lavoro la sua attività principale.