Codogno e il Signor Gianni Riccaboni ” Bar Gianni”.

I Baristi che invecchiano mi rattristano sempre un pò. Forse perché mi ricordano il primo Barista che ho conosciuto nella mia vita. A ripensarci mi viene il magone, penso a lui e mi tornano alla mente i vecchi cortili, le vecchie case, quelle che facevano molto favelas… con i loro muri umidi e gli scarafaggi e le piccole stanze. Una realtà fatta di sacrifici e privazioni, una realtà spazzata via come neanche le bombe avrebbero potuto fare. Il primo Barman l’ho conosciuto da giovanissimo, vale a dire prima di cominciare a frequentare i Bar. Si tratta di Gianni Riccaboni, abitavo nel cortile di fianco al suo Bar, il conosciutissimo Bar Gianni, poi diventato Pizzeria Park Club.

Il mio più bel ricordo è di quando Gianni giocava a biliardo. Riuscì a imporsi come il più bravo, gli altri vennero dopo. Per me, lui fu il maestro, il number-one. Il mago della goriziana, il genio del colpo sotto con effetto, quello che non sbagliava mai un filotto. Quando si preparava per colpire, il silenzio diventava assoluto e gli sguardi grondavano di ammirazione.

Il giorno piu importante, quello che consacrò il Bar Gianni come il tempio del biliardo di Codogno, fu quando gli appassionati della stecca del costituito G.A.B. (Gruppo Amatoriale Biliardo) , organizzarono un torneo all’italiana con  un montepremi di svariati milioni di lire. L’iniziativa riscosse un grande  successo grazie anche alla partecipazione di numerosi campioni di fama nazionale ed internazionale. Vi parteciparono giocatori del calibro di Acanfora (campione del mondo 1975); Diomajuta (campione italiano prima categoria 1975 e campione europeo 1991); Colombo (campione italiano prima categoria 1978) e molti altri.

Ulteriore prestigio alla manifestazione, venne dalla partecipazione degli arbitri federali chiamati a dirigere le gare.Una manifestazione eccezionale, straordinaria da annoverare tra gli eventi più significativi della storia di Codogno. Si racconta che gli organizzatori, preoccupati per la prevedibile forte affluenza di pubblico, accettarono l’idea di un certo sig. Cornelli, che propose di costruire con le sue casse, quelle usate per il suo lavoro di venditore di acque minerali, una piccola tribuna, in modo da aumentare il numero dei posti a sedere. La tribuna venne realizzata con tre gradinate da dieci posti ciascuna, legando le casse di legno tra loro con del filo di ferro e rivestite con della moquette.

Tratto dal libro di Gianni Menta ” C’era un bar lungo la strada…”

Esclusiva per il www.cudognelasogent.it

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