Cudogn e la curt del ” siùr Paulin”

Schematicamente, i cortili degli anni ’50-’60 si potrebbero dividere in due categorie “quelli messi male”, che al di là del fascino o del mistero o di qualsiasi altra amenità, potrebbero essere identificati in quelli con le caratteristiche simili a quelle della “curt dal Cròt”. “Quelli messi bene”, simili a quelli come la “curt dal siùr Paulin”. Questo cortile si trovava in via Mazzini nel quartiere San Marco, il cortile era quello della panetteria Paolo Colnaghi, chiamato “Siur Paulin”. Storico Presidente dell’Associazione di Categoria dei Panettieri. Un uomo apparentemente burbero, perché incline al frequente e sommesso brontolìo, ma bastava parlare con lui e guardarlo negli occhi per capire che il suo era solo un atteggiamento e che dietro all’uomo a prima vista severo si celava un uomo tenero. Il cortile si presentava bene, piccolo e ordinato, abitato da poche famiglie, con un gabinetto rimesso a nuovo sempre ben pulito, con l’acqua per lo sciacquone, con la serratura per poterlo chiudere a chiave, dotato di una lampadina elettrica.

La pavimentazione del cortile rifatta col cemento evitava il formarsi di pozzanghere, anche il portone e le scale avevano la luce. Le abitazioni di quel cortile, pur non avendo il gabinetto in casa, avevano un aspetto gradevole ed erano fornite di gas-metano. Un bel cortile, quasi un cortile per ricchi, l’unica cosa che gli mancava era il nome, se non fosse stato per la presenza di una panetteria, del suo relativo forno e della bottega per la vendita del pane con le figlie del panettiere, sempre vestite con azzurri camici, puliti, immacolati, perfettamente stirati e persino profumati, sarebbe stato un cortile anonimo quasi insignificante. Senza tralasciare i profumi della lievitazione e della cottura del pane che rendevano l’aria di quel cortile sorprendentemente piacevole e ancor più piacevole lo diventava a fine settimana, quando si aggiungevano i profumi delle torte e degli arrosti che gli abitanti del quartiere portavano a cuocere perché sprovvisti di un forno personale, il mix di quei profumi ancora oggi viene ricordato come sublime e inebriante. La famiglia proprietaria della panetteria, possedeva una TV e alla sera la mettevano in una posizione, vicino all’entrata della loro abitazione, in modo che anche gli altri abitanti del cortile potessero guardarla, poco prima dell’inizio delle trasmissioni, chi voleva, con la propria sedia prendeva posto in cortile e assieme agli altri poteva partecipare alla visione del programma. L’accoglienza era sempre cordiale e tutti si sentivano a proprio agio.  

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