Il Comune di Codogno, cenni storici ( Parte Prima)

Intorno alle origini del Comune di Codogno i cronisti, per insufficienza di documenti, non
vanno d’accordo: per alcuni si sarebbe formato durante la signoria feudale del Vescovo di
Lodi, per altri sarebbe sorto soltanto al cessare di essa, allorchè il duca Filippo Maria Visconti
investiva la nobile famiglia Fagnani del feudo di Codogno, staccandolo da Lodi (1441).

In verità poche volte nei documenti ricorre per Codogno la qualifica di “comunità”, ben più
frequente è la solità indicazione di “luogo” o di “corte”. Ma a parte il fatto che, se con
l’investitura nei Fagnani fosse avvenuta la prima istituzione del Comune se ne ritroverebbe
conferma in qualche documento pubblico o privato, non è ammissìbile che per quattro secoli e
mezzo, quanto si protrasse la signoria vescovile, sia rimasto acefalo, senza
un’amministrazione propria un paese ormai popoloso ed economicamente prospero, tanto da
prevalere sugli altri centri della zona. Tale preminenza Codogno si era procurata in grazia di
un’attività che non poteva non essere sorretta e difesa da una magistratura riconosciuta
almeno praticamente da tutti, cittadini e feudatari. Una magistratura in grado di assecondare
e di incrementare le energie costruttive degli abitanti, di dirimere le loro controversie ma
soprattutto di rappresentarli e tutelarli contro le pretese fiscali dei feudatari e loro vassalli,
nelle contestazioni e nelle liti che da quelle spesso scaturivano.

Si può quindi ritenere che fin dai primi tempi del feudo vescovile il Comune abbia cominciato
ad esistere in forza delle esigenze stesse della vita, per formazione spontanea; e che siasi
gradualmente completato nelle sue funzioni e consolidato in progresso di tempo: un Comune
esistente solo “de facto” ma tuttavia validamente funzionante. Al Vescovo succedono nel
feudo i Fagnani, a quelli i Triulzi; ma nonostante tali trapassi l’attività della popolazione
continua a svolgersi per proprio conto e con ritmo ininterrotto appunto perchè immutatoe
continuo era l’organo che la regolava, la magistratura comunale. Solo con l’attenta e costante
vigilanza di tale magistratura possiamo spiegarci come durante la secolare signoria vescovile
Codogno abbia saputo anche tener fronte alle rovine delle guerre, al flagello delle epidemie e
nel tempo stesso con tenacia e fiducia imperturbabili abbia saputo accrescere la produzione
agricola, crearsi una sua industria, dar vita ad un commercio fiorente gettando così le basi
delle sue fortune. La separazione da Lodi seguita all’investitura feudale nei Fagnani deve aver
prodotto non il sorgere del Comune ma la sua autonomia, conferendogli piena personalità
giuridica.
Nel 1441 si staccava dunque Codogno da Lodi per farsi Comune autonomo sotto i Fagnani,
nuovi feudatari; questi però nove anni dopo cedevano il feudo ai consanguinei Triulzi .

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