Il libretto della spesa.

Pensare agli acquisti di oggi, quelli effettuati con i finanziamenti, fa venire in mente gli acquisti rateli del passato. Certo, le modalità sono profondamente diverse, ma le finalità sono sempre le stesse, l’acquisto di beni di consumo a credito. All’epoca tra chi vendeva e chi comperava non c’era la finanziaria a fare da intermediario, non esistevano firme a garanzia del credito, ci si fidava della parola e chi vendeva rischiava di suo. Ma gli insolventi erano pochi, era una questione d’onore, un debito non pagato era un’infamia da evitare. Quasi tutti i negozi vendevano con il libretto, panetterie, fruttivendoli, droghieri, salumieri, i macellai forse no, la carne, non si comperava troppo spesso, per molti era un genere di lusso e veniva pagata con contanti, a “cash” diremmo oggi. Il libretto veniva dato al cliente e su di esso veniva scritto la data e il valore della spesa, il negoziante usava il libro mastro che serviva per tutti i clienti e sul quale venivano scritte le stesse cose riportate sul libretto dei clinti. Generalmente il saldo del debito coincideva con il giorno di paga del capofamiglia.

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