Il Santuario Della Madonna di Caravaggio In Codogno.

È doveroso, in omaggio ai nostri antichi predecessori, sottolineare l’appellativo di “regio borgo” di Codogno.

Nel corso dei secoli del feudalismo Codogno era passato dal Vescovo di Lodi alla famiglia Trivulzio, finché, dopo laboriose pratiche giuridiche e transazioni economiche, il 6 giugno 1679, con decreto del re di Spagna, aveva ottenuto di potersi scrollare di dosso il giogo feudale.

La cosa non era passata pacificamente: i Decurioni di Lodi pretendevano di estendere il loro governo anche su Codogno. Di qui tutta una serie di controversie, pronunciamenti giuridici, prese di Posizione anche della Popolazione, segnatamente dei commercianti, che si era conclusa solo nel 1695. Gli inizi del nuovo secolo vedevano pertanto il paese, definitivamente sedata e composta ogni diatriba e controversia, intento alle proprie attività e ai propri traffici in un progredire di prosperità economica non più insidiata dalla rapacità feudale.

All’inizio del 1700 Codogno contava, sulla scorta delle notizie fornite dal Sinodo diocesano Sesto, del 1689, almeno 7000 anime, delle quali poco più di 4500 “da Comunione”, e le altre “da non Comunione intendendo per le prime le persone al di sopra dell’età puberale, e per le seconde i bambini non ancora ammessi alla Prima Comunione.

In questo quadro umano stanno ben 15 chiese, senza contare quelle annesse ai conventi.

Viene spontaneo chiedersi come mai si costruissero tante alira. E ancora chiese, e a poche centinaia di passi l’una dall’altra. E dove si trovavano i soldi per costruirle. Il confronto nostri giorni non guasta.

Oggi mettere mano alla costruzione di una nuova chi è problema da far perdere il sonno a non pochi vescovi. cialmente a quelli delle megalopoli dove le periferie si all gano a dismisura e urge quindi l’impegno di non far mancare la presenza del “religioso”, visto anche come elemento aggre gante e unificante di tante piccole entità che si ammassano fisicamente, ma che, senza un comun denominatore riman. gono sempre atomi raccolti alla rinfusa che non formeranno mai un organismo che viva di vita reciprocamente partecipata: di più, cercheranno di mantenere gelosamente la propria individualità, ignorando, quando non è rifiutando, gli altri.

Eppure oggi viviamo la civiltà del benessere; tre secoli fa il benessere era di pochi; ma si trovavano i soldi per costruire tante chiese.

La risposta ci viene offerta dalla compaginazione della vita religiosa di quei tempi, forte della presenza di numerose confraternite. Erano queste “corporazioni ecclesiastiche, composte di fedeli in prevalenza laici, canonicamente erette e governate da competente superiore con lo scopo di promuovere la vita cristiana per mezzo di speciali opere buone dirette al culto divino e alla carità verso il prossimo. Molte volte il culto e carità sono scopi associati negli statuti delle confraternite”

Le prime notizie dell’esistenza di confraternite nella chiesa occidentale risalgono al secolo XII, e il loro sorgere su intensifica col passar dei secoli.

Anche durante il fiorire della vita comunale nel quale formano le corporazioni di arti e mestieri, pertanto già esse motivo di aggregazione di notevoli strati delle popolazioni e di borghi e delle città, le confraternite non soffrono danno: il loro carattere religioso-caritativo non solo ne difende l’esistenza ma ne rafforza e stimola ulteriormente l’azione all’esterno. Normalmente si sceglievano, nella chiesa principale, una cappella o un altare, nei quali era venerato il Santo o il mistero al quale si ispiravano e che avevano eletto a protettore, e li svolgevano le loro pratiche di devozione e tenevano le loro adunanze organizzative, che avevano per oggetto, oltre che la promozione della vita cristiana, l’esercizio di particolari espressioni di carità, quali l’assistenza ai confratelli infermi, i suffragi e i funerali ai confratelli defunti, i soccorsi ai Poveri anche estranei, la dotazione delle ragazze da marito, la fondazione di ospedali per incurabili, l’assistenza ai carcerati e ai condannati a morte. Come si vede tutto un largo ventaglio di intenzioni perseguite fattivamente e non lasciate inerti sulle carte degli statuti.

Ampliandosi il numero delle confraternite e quello degli iscritti a ciascuna di esse, diventava ad un certo punto difficoltoso compiere tranquillamente nella medesima chiesa le proprie devozioni e tenere le proprie adunanze, senza disturbare le altre o esserne disturbati. Ed ecco, via via la decisione di costruirsi una chiesa tutta per sé, dove poter ritrovarsi indisturbati per adempiere gli obblighi statutari.

A Codogno, se togliamo la chiesa Parrocchiale, tutte le altre hanno avuto origine dall’esistenza e dall’azione di una confraternita.

Storia tratta dal libro ” Il Santuario Della Madonna Di Caravaggio In Codogno. Edizioni 2001

@riproduzione riservata.

 

 

Disclosure: We are a professional review site that receives compensation from the companies whose products we review. We tested and reviewed the web hosting sites ranked here. We are independently owned and the opinions expressed here are our own.

Join the Discussion

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *



arrow
css.php

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi