La Chiesa di San Biagio e della Beata Vergine Immacolata

La parrocchiale di San Biagio e Santa Maria Immacolata di Codogno è stata realizzata, nella sue forme attuali, a partire dal 1511 su edificio preesistente. Il progetto di edificazione fu completato con la realizzazione, nel 1584, dell’attuale facciata in cotto su progetto dell’architetto cremonese Giovanni Battista Regorino o Regorini.

Nel 1612 fu terminata la torre campanaria, portata all’altezza attuale riutilizzando i mattoni dei demoliti torrioni del Castello. Nei decenni successivi all’edificio furono apportate significative modifiche con la chiusura delle preesistenti finestre laterali (murate – ma ancora parzialmente visibili sul lato della piazza Cairoli – e sostituite dagli attuali finestroni a tutto tondo) per permettere la realizzazione degli altari nelle navate laterali e soprattutto delle due cappelle del Rosario e di San Biagio che andarono a modificare l’originale impianto a croce latina.

                                                     Chiesa San Biagio (Codogno), facciata laterale

La facciata in cotto, a due ordini, fortemente segnata dalle lesene binate e dalle interposte nicchie, richiama alcune architetture religiose cremonesi (città da cui proveniva l’architetto Regorini): in particolare la coeva chiesa di San Pietro al Po e quella di Santa Lucia. Il protiro in cotto, su alte colonne, è del 1585.

Nella nicchia centrale, sotto il timpano triangolare e sopra la serliana che illumina la navata centrale, c’è la statua di San Biagio, patrono della città.

Chiesa San Biagio (Codogno), interno

L’interno è croce latina, a tre navate divise in sei campate, ciascuna con una cappella per lato. La navata centrale, cieca, è coperta con volta a botte e costoloni; le navate laterali, con finestre tonde e a lunetta alternate, presentano volte a crociera. Particolarmente interessante è l’articolazione degli spazi della navata centrale con l’uso di paraste ornate da capitelli corinzi, cornici e oculi in cotto.

Nell’interno sono conservate importanti opere del Seicento lombardo.

Join the Discussion

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *



arrow
css.php

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi