La storia del Majorca ( parte prima)

Il Dr. Brizzolari aveva sempre avuto la passione per i grandi eventi. Nel corso degli anni si era rivelato un instancabile organizzatore, li pianificava, li promuoveva ed infine li gestiva. A partire dal Teatro Sociale, quando finita la guerra, si offrì di restaurarlo a sue spese, in cambio di un contrat. to per la sua gestione. Nel 1948 a soli 27 anni inaugurera la fine dei lavori con uno spettacolo di varietà del grande Alberto Rabagliati e della sua compagnia, che resterà nella storia degli spettacoli più belli e importanti avve. nuti nel primo dopoguerra a Codogno.

Fu tra i promotori della fondazione del Moto Club di Codogno (MCC), ricoprì la carica di Presidente e determinante fu il suo impegno per la realizzazione del circuito motociclistico internazionale. Fu il fondatore della Pro-loco e da Presidente promosse numerose iniziative, una tra le più importanti fu la fondazione della Banda Musicale. Poi aprì la sala da ballo il “Garden” e anche in quel locale non mancò di ospitare famosi personaggi dello spettacolo. Infine aprì il Cinema Nuovo, lo fece costruire con i criteri previsti, oltre che per la proiezione di film, anche per le rappresentazioni teatrali e musicali. Infatti, non mancarono spettacoli e rassegne originali ed importanti come il Disco d’Oro con presentatori del calibro di Mike Bongiorno e Daniele Piombi. Non mancarono nemmeno spettacoli musicali e teatrali per le scuole.


Frequenti furono i concerti di famosi me quella del grande jazzista Lionel Hampton nera Lola Falana e di Lara Saint Paul (Tanya citarne alcuni. Tra le compagnie teatrali ci fu quella dell’indimenticabile Piero Mazzarella, le sue ran tazioni ancora oggi vengono ricordate come belliss capolavori. Aveva costruito parecchi dei suoi spettacoli sul ricordo, sia del chiacchiericcio che della solidarieta che si instaurava tra la gente del popolo. Le persone che a Milano da una ringhiera all’altra si scambiavano aiuto reciproco. Quella umanità e il dialetto meneghino furono gli elementi base e fondamentali della sua recitazione e come altri grandi interpreti considerò il popolo, il suo unico e vero maestro. Da questo corposo curriculum si capisce che il DNA del Dr. Brizzolari non poteva che indicargli un’unica strada e lui ne era cosciente, con sua moglie Teresa girarono in lungo e in largo l’Italia per vedere e capire soprattutto com’erano fatti i locali di Si convinsero che anche a Codogno un Dancing con le caratteristiche di alcuni dei locali più famosi che avevano visto poteva funzionare. Doveva essere un locale dalle grandi dimensioni, un Dancing, un MusicHall. Erano sicuri che un locale come quello che avevano in mente avrebbe avuto successo, la localizzazione l’avevano già individuata, la programmazione era già pronta, inoltre la posizione geografica di Codogno vicinissima a Piacenza, Cremona e Lodi assicurava una grande affluenza di persone. Con queste premesse e con l’ottimismo di chi sa di avere ragione volevano dare corso al loro progetto al più presto, ma prima dovevano trovare i finanziamenti perché il locale a cui pensavano avrebbe richiesto molti soldi.

I progetti non tradizionali soprattutto quelli che richiedevano ingenti investimenti non venivano caldeggiati, tantomeno sostenuti. Non riuscirono ad e nessun finanziamento, né da privati né da sponsor, tantomeno da istituzioni. Non trovarono nessuno disponibile a condividere il loro progetto. Tranne il sostegno morale degli amici che si dichiaravano sicuri della riuscita dell’impresa, non trovarono nessuno disponibile a finanziare il loro progetto nonostante tutti i pronostici indicassero un sicuro successo, sotto ogni punto di vista. Il Dr.Brizzolari e sua moglie Teresa proseguirono ugualmente nei loro propositi e dopo non poche difficoltà riuscirono a trovare il modo per realizzare il loro progetto. Finalmente riuscirono a vedere la possibilità concreta di materializzare il loro sogno. L’incontro con il noto architetto di Codogno Giuseppe Falchetti fu determinante.

( fine prima parte)

@riproduzione riservata.

Racconto tratto dal libro ” Goodbye Majorca” di Gianni Menta, il quale ringrazio per avermi concesso la pubblicazione del suo racconto.





Join the Discussion

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *



arrow
css.php

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi