La Storia Del Majorca ( Seconda Parte)

La loro collaborazione durante la fase preliminare , quella dello studio di fattibilità e di progettazione fu all’insegna dell’entusiasmo quell’avventura, spinti da una comune frenesian desiderio di vedere realizzato al più presto il locale , un avvicendarsi di stati d’animo condizionati in momenti dalla paura di un disastroso fallimento, in altri dalla certezza di un trionfante successo accelerarono al massimo i lavori e in poco tempo progetto e logo furono pronti. Con molto coraggio e con operazioni che hanno dell’incredibile, alla fine i coniugi Brizzolari, raggiunsero il loro obbiettivo. Riuscirono ad avere la totale fiducia di alcune Ditte che non appartenevano al circuito imprenditoriale locale. Concordarono con loro particolari modalità di pagamento che non prevedevano anticipi, ma una restituzione subordinata ai guadagni che ci sarebbero stati dopo l’avvio del locale.

Fu così che iniziarono i lavori e in poco tempo la realizzazione del locale fu completata. Il “Majorca” si accingeva ad aprire i battenti. Mancava poco al suo debutto, stavano ultimando l’impianto luci e stavano finendo di attrezzare i due Bar quello della sala principale e l’altro della galleria, la consegna dell’arredamento era imminente. l’impianto audio stava per essere collaudato. Potevano cominciare a pensare all’inaugurazione. L’intenso e corretto rapporto professionale intercorso negli anni precedenti, con alcuni impresari artistici, fu di notevole aiuto, la reciproca stima e fiducia li agevolò nella sottoscrizione dei contratti per potersi garantire la presenza di artisti famosi. Spesso concordarono forme di pagamento che prevedevano una percentuale sulle entrate e non un cachet fisso per l’ingaggio e questo, soprattutto all’inizio fu di grande aiuto. La condivisione da parte della moglie Teresa presupponeva una sua totale dedizione al progetto, per i primi anni avrebbe dovuto rimboccarsi le maniche e dedicarsi a quell’attività.

L’apertuta del Majorca avverrà in due fase; nel 1968 aprirà i battenti il locale estivo, cioè quello ricavato da un’area campestre traformata in giardino e in un secondo momento nel 1971, venne aperto il locale invernale, cioè quello al chiuso. La scelta del nome “Dancing” venne decisa dopo aver saputo che in un’altra parte del mondo, esisteva un Dancing che stava riscuotendo un grande successo, con la speranza e con l’augurio che fosse di buon auspicio di chiamarlo con lo stesso nome.

E Cosi avvenne…

@riproduzione riservata.

Prima parte:

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