La Storia di Vittorio Mazzadi

In questo articolo vi racconterò la storia di Vittorio Mazzadi, barman storico di Codogno. Il racconto è tratto dal libro di Gianni Menta ” C’era un bar lungo la strada”, il quale mi ha concesso l’autorizzazione per poterlo pubblicare.

Buona lettura.

Quella mattina, il rinomato Caffè Casinò, solitamente affollato da numerosi avventori, all’osservatore poco attento sembrava semideserto. In realtà, l’ardirivieni di clienti dal piglio indaffarato, quelli che si concedono solo qualche minuto per un caffè una veloce colazione, prima di iniziare la loro giornata lavorativa, non dava tregue.

Un andirivinie continuo, fuori uno dentro un altro, fuori due dentro altri due. Sembravano essersi messi d’accordo.

Un avvicendamento incessante, favorito dall’eccezionale velocità con cui Vittorio, il nuovo Barman che in quel momento si trovava in servizio.

Assunto a tempo indeterminato dopo solo un giorno di prova.

Ti nomino capo Barman e ti affido pure la formazione di tutto il personale che ritieni ne possa aver bisogno, esclamò il sig. Franchi, proprietario del locale. Per lui fu solo l’inizio, dopo i caffè e i capuccini del mattino, arrivò un’altra eccezionale dimostrazione d’abilità. Si trattava della velocità nella preparazione degli aperitivi e della maestria nel portare ai tavoli vassoi pieni di bicchieri, zigzagando tra gli avventori con la sua strabiliante camminata. Una camminata veloce, scattante, nervosa, passettini corti, rapidi, bastava un piccolo e impercettibile segnale, inteso come una richiesta qualunque, per poter ammirare il suo fulmineo dietrofront. Riusciva a girare su se stesso come i ballerini di danza classica sanno fare. Un vero spettacolo di rapidità e di riflessi scattanti.

Vittorio ha lavorato anche in Germania, dove rimase per due anni. Successivamente ritornò in Italia e trovò lavoro nel Ristorante dell’Hotel Chiaia sull’isola di Ponza, famoso per essere situato in un anfiteatro naturale, su un promontorio che domina la bacia Chiaia di Luna, con un panorama mozzafiato. Poi si spostò per una stagione invernale in Val di Susa e successivamente in quella estiva ad Alassio. Infine il grande salto verso la capitale, prima da un suo zio proprietario di un hotel in via Archimede ai Parioli, poi nel cuore della Dolce Vita romana, al caffè Du Paris, al Bar Pasticceria Rosati in Via Vittorio Veneto. Finì la sua esperienza romana lavorando presso il Ristorante Don Chisciotte sulla via Aurelia.

Dopo altre esperienze lavorative sempre molto gratificanti, Vittorio vennè a conoscenza della possibilità di acquistare il mitico Caffè Grande… e il resto si sa… ci rimase fino alla pensione.

@riproduzione riservata.



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