La Triulza e le Rogge

I campi e i prati di Triulza erano costeggiati ed intersecati da una serie di fossi e canali costruiti intorno al 1200 per bonificare le zone paludose. Lungo le sponde di questi fossi venivano piantate le ” gabbe”, gli alberi  che avevano la funzione di irrobustire gli argini, principalmente pioppi e salici. Nel ‘ 700 di  queste piante vennero sradicate per lasciare il posto ai gelsi che servivano per l’alimentazione dei bachi di seta ( i cavalè).

In quel periodo, anche a Triulza, era in aumento l’attività serica.

La roggia chiamata Triulza, costruita tra la fine del ‘400 e gli inizi del ‘500, prendeva le proprie acque da un altro canale artificiale, la Cavaliera Crivella, sempre di proprietà dei Conti Trivulzio, che a sua volta era collegata alla Muzza, il grande canale che prendeva origine dalle acque dell’Adda. Garantendo l’irrigazione a tutti i territori, anche quelli più lontani dal fiume, tale sistema di canali permise lo sviluppo dell’agricoltura lodigiana,  a vantaggio anche dei territori Triulza. Un’altra roggia importante che circonda il territorio Triulza e segna il confine parocchiale con il territorio di Codogno è la Guardalobbia. Dalla parte di Triulza, fino agli inizi degli anni sessanta, funzionava, con l’acqua della roggia della segheria ed è ancora cosi che viene nominato il sito. Dalla parte opposta, oltre il ponte, si trovava un mulino che sfruttava anch’esso le acque della Guardalobbia. Verso Casalpusterlengo la roggia si allargava formando delle grandi pozze d’acqua chiamate i ” tumb”. Al “scun tumb” negli anni ’50, tutti i ragazzi durante l’estate andavano a giocare e ad imparare a nuotare. Purtroppo, ci fu anche una tragedia, infatti vi mori’ annegato un ragazzino. Grazie a questi sistemi di canalizzazione, la zona della bassa lodigiana venne bonificata completamente e diventò importante non solo per la varietà di colture, ma anche per la produzione casearia, indotto dell’allevamento.

Racconto tratto dal libro “La Triulsa” di Boffelli Giuditta che mi ha concesso la riproduzione.

@riproduzione riservata.

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