L’amore segreto

Ho amato un altro uomo mentre amavo te.
Ho amato un altro uomo mentre ero insieme a te,
mentre dormivamo insieme, mentre mangiavamo insieme, mentre andavamo in famiglia insieme per le feste, mentre facevamo i piani per le vacanze, mentre uscivamo con gli amici, mentre crescevamo i nostri figli, mentre imbiancavamo casa e mentre montavamo la scrivania nella cameretta.
Ho amato un altro uomo ogni sera, prima di chiudere gli occhi accanto a te, sentendo lui che mi accarezzava e mi faceva addormentare.
Ho amato un altro uomo mentre risolvevamo le questioni economiche e pratiche di casa, mentre fingevamo che andasse tutto bene, mentre fingevi che ero bellissima, mentre fingevo che eri l’unico.
Ho amato un altro uomo senza conoscere il suo viso, mentre vedevo te.
Ho amato un altro uomo, mentre tu vedevi il mio corpo modificarsi.
Ho amato un altro uomo, pur stando con te.
Ho amato un altro uomo, pur facendo l’amore con te.
Ho amato un altro uomo, pur non smettendo di amare te.
Forse te ne sarai accorto dalle mie assenze mentali, dai miei ritardi fisici, dall’adrenalina di essere scoperta, ma hai preferito continuare a vivere nella routine, piuttosto che ammetterlo.
Ero tua moglie e questo ti bastava.
Ho amato te e amavo lui.
Tu, perché sei l’uomo della mia vita.
Lui, non lo so.
Non l’ho cercato e non l’ho voluto, è bastato un secondo per capirmi fino in fondo.
So che ho sentito la sua voce entrarmi nell’anima, restituendomi la pace.
Tra milioni di voci, la sua è rimasta dentro me.
So che lui ha incrociato per un attimo il mio sguardo e non ho abbassato gli occhi, ho sentito il suo sguardo percorrermi come un vento, scompigliarmi i capelli e truccarmi il viso, mettendomi addosso il più bel vestito che io abbia mai sognato di indossare.
Mi sono sentita bella, come non succedeva da tanto.
Mi sono sentita desiderata.
Non ho provato vergogna.
No ho esitato.
Ho aperto il pugno della mano e ci ho trovato il suo sorriso.
Non ho avuto paura.
Mi sono sentita Donna, quella Donna che avevo messo da parte, per contribuire alla mia vita con te.
Ero felice, eccitata e sognante.
Lui mi faceva ridere, mi dava gli appuntamenti.
Passavamo intere ore col telefono in mano, portandoci ovunque.
Mi ha insegnato l’importanza di non restare a letto, i malati stanno a letto, ed io ero guarita. Lui aveva guarito la parte di me che non funzionava. La parte di me che mi faceva nascondere dalla gente e che non mi permetteva di essere la mamma che mi sentivo di essere.
Te ne sei sempre rassegnato, dicevi che io ero fatta male.
Non funzionavo.
Mentre tu eri preso dai tuoi hobbie, lui mi teneva compagnia e non importava fosse un pc, un telefono o un parco, lui restava con me e mi ha aggiustato.
Dio solo sa quante volte ho pregato che tu mi corteggiassi ancora, come una volta, che tu mi portassi a ballare, che tu leggessi con me e che ti accorgessi di me, di quanto sono donna dentro.
Di quanto io abbia bisogno di sentirmi provocata e viziata.
Di quanto io abbia bisogno si sentirmi viva, di quanto le mie labbra carnose hanno bisogno di baci.
Tu alzavi le spalle e continuavi la tua vita.
Lui lo faceva senza volere niente in cambio, lo faceva ed io mi sentivo protetta.
Ho anche pianto con lui.
Le lacrime erano così calde ma nemmeno per un attimo mi sono dimenticata di te, però c’era lui che me le asciugava, soffiandoci sù, canzoni d’altri tempi. Abbiamo pianto insieme anche quella volta in cui, con un filo di voce, gli ho confessato di non essere la ragazza che lui credeva, ma di essere già madre e moglie. Quella volta lui non smetteva più di piangere e tra le lacrime, mentre poteva urlarmi le peggiori parole, invece, mi ha scelto ancora, ha scelto di amarmi ancora di più e mi ha regalato le più belle parole che esistono: “ti sento mia”. E mi ha pregato di restare con lui al telefono, finchè non si fosse addormentato. E da allora non ho avuto più dubbi, tutto era così chiaro. Lui era il mio posto nel mondo. Per la prima volta ho cantato io per lui e la tristezza ha lasciato il posto alle emozioni veloci. L’ho sentito cadere stremato ed addormentarsi sicuro.
Mi ha fatto viaggiare con la mente, abbattendo tutti i miei pregiudizi, mentre tu dicevi che di sogni non si vive, lui me li ha fatti vivere.
Abbiamo fatto l’amore sommersi dalla pelle d’oca.
Quella è stata la prima volta che ho sussultato.
Abbiamo fatto l’amore ad occhi chiusi, senza spegnere la voce, con un telefono tra le mani.
Ci siamo amati mentre tu mi guardavi da una porta chiusa.
Lui non chiedeva, lui conquistava e faceva accadere.
Con lui ogni cosa era una scoperta, che fosse il mio corpo o la vetta dell’everest, per lui non aveva importanza.
Mi amava struccata e con tanto di stanchezza negli occhi.
Mi amava dopo una giornata piena di lavoro e con l’ansia che mi divorava.
Parlava piano, lui, e stava zitto quando mi sentiva ansiosa, ed io mi calmavo per non farlo preoccupare.
Mi amava con le mie imperfezioni che lui chiamava per nome, a ricordarmi che dei difetti ci si deve solo ridere.
Amava quei quattro anni che io avevo in più di lui, mentre io cercavo di nasconderli.
Non voleva che restassi sola nemmeno un momento.
E quando ci sapeva insieme, se ne stava in disparte per non creare problemi e lo sentivo stare male, ma lui sorrideva per non farmi preoccupare (ma lo capivo che piangeva).
Amava le mie battute poco ironiche e il mio incedere barcollante.
Amava la mia ciccia e le mie ossa.
Amava la mia parlantina veloce, che sapeva come arrestare.
Mentre tu eri intento al pc per farti i fatti tuoi, perché sono sicura che di cose me ne hai nascoste anche tu, io ero con lui.
Sono sempre stata con lui, anche quando uscivamo a fare una passeggiata.
Nella mia testa ho fatto l’amore con lui, anche quando chiudevo gli occhi in macchina, mentre andavamo al cinema o a cena fuori, e mentre io e te dormivamo l’uno accanto all’altro.
Dormivo con te e facevo l’amore con lui. E poi ci siamo incontrati veramente.
Occhi negli occhi, mani nelle mani. Non mi sono mai sentita così nuda.
C’ero io e c’era lui.
Mi ha abbracciato così forte da indicarmi il punto dell’orizzonte dove il sole sorge e tramonta.
Giù il sipario, giù i vestiti, giù tutto, anche noi. Disegnava cerchi con i miei nei.
Lui li chiamava “pianeti”.
Non parlava più, mi guardava e tra un bacio e l’altro mi accarezzava.
Vedeva con me film che tu non considereresti neanche un po’.
Ci nascondevamo nell’ultima fila del cinema di pomeriggio, come due amanti, solo che noi due amanti lo eravamo davvero.
Ci baciavamo al parco e negli androni dei palazzi, con il portone aperto.
Ci toccavamo come due adolescenti alla scoperta dell’altro sesso.
Lui mi spostava i capelli per baciarmi il collo.
Si prendeva cura di me, abbracciandomi.
Tu, invece sei sempre stato avaro di abbracci e baci.
Chiederteli mi atterrisce, lo sai…
Lui era sempre pronto.
Lui era l’uomo che sognavo da ragazzina.
Condivide i miei gusti, le mie stranezze e ride sempre.
Ama il suo lavoro e lo fa amare anche a me.
Sempre presente e non c’era bisogno del sesso per parlarsi o ascoltarsi, nel letto, noi, ci lasciavamo il cuore.
Mi prendeva la mano e mi gridava di correre.
Dio quanto ho riso!
Ci voltavamo indietro per vedere l’effetto che facevamo alla gente.
Mi ripeteva: “sempre più caldo fino ad impazzire e poi di colpo freddo, che quasi tremi”, per nasconderci dietro un cespuglio a fare l’amore tra l’erba.
Con te l’amore è semplice come la prima mattina dei giorni di ferie, sembra che hai una vita davanti, ma poi se ti lasci troppo andare finiscono subito, e quando stai lí e ti accorgi che i giorni passano, ti appigli al secondo, per paura che finiscono, senza aver fatto tutte le cose promesse.
Per primo, rilassarti.
I tuoi occhi distrattamente innamorati mi sono sempre bastati ma hanno fatto sì che mi accontentassi, che mi limitassi, che pensassi che l’amore era quello.
Vivere insieme.
Pagare le bollette.
Preparare le cene con gli amici.
Fare l’amore e poi dormire.
Tutto bello, a volte.
Ma non abbastanza.
Ci siamo costruiti insieme.
E questa consapevolezza fa male, perché se da una parte io amo lui, tu ci sei.
Due amori diversi, due amori che hanno le sue ragioni per esistere.
Se solo tu mi avessi vista con lui, capiresti.
Se solo tu mi avessi ascoltata fare l’amore con lui, capiresti.
Se solo tu avessi sentito quanto mi sono bagnata con lui, non chiederesti nulla.
Però i confini non hanno retto e non ce l’ho fatta più, per quanto amassi lui, per quanto lo desiderassi, per quanto abbia pianto per il fatto che sia arrivato nella mia vita dopo di te.
Per quanto mi sono sentita sbagliata e giusta
Ho ceduto.
Ho chiuso tutto.
Ho dovuto chiudere tutto.
Perchè così, no.
Io vi sto facendo del male.
Io ti stimo e sono orgogliosa che tu sia il padre dei miei figli ma non sono più tua moglie.
Ho smesso di esserlo quando ho capito che era un dovere e l’amore è tutto, tranne che un dovere.
L’amore esiste ma ho bisogno d’imparare a stare da sola, per accettarlo così com’è.
Perché è con lui che voglio vivere.
Perché è con lui che mi vedo fra cinquant’anni,
a crescer nipoti, con le rughe del tempo.
Anche se con te non finirà mai, anche se ci vorremo bene segretamente da lontano, senza nemmeno parlarci, tu non cancellarci.
Insegniamo ai nostri figli che l’amore esiste e che non ci dobbiamo nascondere.
Mai.
Lasciami andare, aiutami a ricominciare distanti, perché se devo restare con te, affonderesti con me, nella mia paura.
Ed invece, dobbiamo solo avere il dovere di nascere, per quanto nascere sarà doloroso, per scoprire chi davvero siamo, per essere noi stessi e soprattutto migliori.
A me.
A te.
Ai nostri figli.
All’amore.
E a lui, che mi ha insegnato a correre.

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