Le ingiustizie dei prepotenti.

Ho conosciuto tempo fa una persona che aveva adottato un cane a distanza attraverso un canile. Ho chiesto se potevo pubblicare la sua testimonianza purtroppo negativa che ha vissuto in prima persona. Premetto ci sono tantissimi proprietari e gestori di canili che amano veramente gli animali e vogliono solo il loro bene. Questa è solo una testimonianza da parte di una persona, che vuole raccontare anche la parte negativa di alcuni gestori.

Ora vi racconto una breve intervista che ho fatto ad Alesandro ( nome di fantasia) che ha chiesto di mantenere l’ anonimato e per ovvi motivi non verrà citato il canile. Il nome del cane anche lui di fantasia sarà Black.

D-Perchè hai deciso di adottare un cane a distanza?

R- Ho adottato un cane a distanza perchè sono sempre stato dalla parte dei più sfortunati e un giorno mi recai in questo canile( mentre accompagnavo un’amica che stava per adottare un cane) quando la mia mano fu leccata da una lingua di un cane . Lui non vedeva me e io non vedevo lui per via della recinzione della gabbia oscurata. In quel preciso istante decisi di avere un cane e dissi al volontario di turno che volevo adottare a distanza quel cane. Non mi importava che aspetto avesse, se era maschio o femmina, se fosse in salute o no, se avesse il pelo lungo o corto, se fosse di media o piccola stazza. Volevo lui. Lui mi ha trasmesso amore con quella carezza e lui aveva scelto me. Il volontario aprì la gabbia e mi ritrovai di fronte un bellissimo cane da caccia, un bracco italiano. Fu amore a prima vista.

D- Quindi venne adottato da te?

R- Si, il giorno dopo tornai per i documenti e feci il primo giro di prova con una volontaria per vedere se BLACK si trovasse a suo agio con me. Dopo nemmeno dieci minuti la volontaria disse che la prova era finita perchè aveva notato la sintonia che Black non aveva mai avuto con nessun altro adottante avuto in passato.

D- Quindi potevi far visita a lui tutte le volte che volevi?

R- In teoria si, il canile aveva delle aperture settimanali ,di martedi, giovedi ,sabato e domenica ; in quel periodo ero disoccupato e cercavo di andarci tutti i giorni di visita ma un giorno una delle volontarie su ordine della proprietaria del canile, mi disse che dovevo diminuire le mie visite perchè Black si stava abituando troppo ad uscire e se io non avessi più potuto mantenere quel ritmo di visite Black ne avrebbe sofferto. Quindi a malincuore decisi di recarmi solo un giorno in settimana e in alternanza un sabato e una domenica. Andò avanti cosi fino a agosto 2017.

D- Poi che successe?

R- Successe che non riuscendo più a pagare la retta mensile che si trattava di 20 euro essendo ancora disoccupato e non avendo nessun sussidio, ero veramente in difficoltà economica e quindi chiesi se potevo saltare le rate finchè non avessi trovato un lavoro, per poi saldare il tutto appena avessi potuto. La risposta all’inizio fu positiva ma dopo qualche mese hanno cominciato con piccoli dispetti, tipo: nascondermi guinzaglio, dirmi che Black aveva appena avuto una visita da veterinario e che non poteva uscire ecc , ecc. Lo facevano con lo scopo di farmi abbandonare il cane.

D- Quindi è li che hai deciso di abbandonarlo?

R- Per carità, no. Io non l’ho mai abbandonato, ho cercato di reprimere la mia rabbia interna per il loro comportamento comportandomi in modo indifferente. Raccontai il tutto ad una persona fidata amante anche lei degli animali, la quale mi regalò un guinzaglio e una pettorina, cosi da permettermi di evitare i piccoli dispetti che facevano a me ma soprattutto a Black. Ma la mia disavventura non finì lì, anzi. A Dicembre 2017 mi si ruppe la macchina e avvisai il compagno della proprietaria che per tre mesi non sarei potuto andare, perchè nel frattempo avevo trovato lavoro e secondo alcuni calcoli economici che mi ero fatto, potevo permettermi una nuova macchina nel marzo del 2018 e quindi chiesi se fino al giorno prefissato, potevano occuparsene loro di Black. Anche quella volta la risposta fu positiva e io avevo rimosso tutto lo sconforto che mi avvolgeva ogni quavolta pensassi a Black, perchè sapevo che a breve saremmo tornati insieme.

D- Quindi era tutto risolto, tu e Black vi siete riuniti?

R- No purtroppo. L’ultima settimana di febbraio mi arrivò un’email da parte del canile , il quale diceva che Black aveva bisogno di uscire e che io non avendo pagato le precedenti rate mensili, avevano deciso di togliermi il cane. Chiamai subito il compagno della proprietaria, il quale mi disse che la decisione era presa e se avessi voluto potevo adottare un altro cane. Con quella sua risposta la mia pazienza finì. Dissi com’era possibile che io ritornassi al canile adottando un altro cane e vedere il mio Black , in gabbia, senza più un amico, senza che nessuno lo portasse in passeggiata. Ho chiesto di parlare con la responsabile ma mi è stato negato di contattarla.

D- Perchè hai deciso di parlarne dopo un anno?

R- Ho deciso di raccontare la mia disavventura perchè sono venuto a conoscenza di altre esperienze poco piacevoli capitate ad altri adottanti dello stesso canile. Penso che sia giunta l’ora che qualcuno muova qualche strato di omertà che offusca la mente delle persone e di tanti volontari che sanno, ma che non parlano, perchè loro sono i veri amanti degli animali. Facendo cosi i proprietari del canile non fanno un dispetto a me o ad altri umani ma lo fanno agli animali, i quali ogni giorno aspettano con la speranza nei loro occhi, di vedere entrare nel canile il proprio adottante.

Se avessi avuto la possibilità di portarlo a casa, lo facevo subito ma le circostanze della mia situazione non me lo permisero. Io sono sicuro che a distanza di un anno se dovessi rivedere Black, lui mi riconoscerebbe ancora.

Grazie per avermi concesso lo spazio per raccontare la mia storia e spero che possa essere uno spunto positivo per chi come me ha avuto la sfortuna di imbattersi in persone che sono guidati dallo spirito del DIO Denaro , ma giocando con i sentimenti dei cani ospiti da loro.

Per chi avesse una testimonianza da raccontare in modo anonimo, può mandare una email : info@cudognelasogent.it

@riproduzione riservata.

Il titolare del diritto d’autore potrebbe richiedere non solo la rimozione del materiale pubblicato in violazione delle norme indicate, ma anche il risarcimento dei danni che dimostrerà di avere patito in conseguenza della pubblicazione del materiale vietato. L. n. 633 del 22.04.1941



arrow
css.php

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi