Le onorificenze storiche di Codogno

Fermarsi a Codogno per chi ama la storia è una tappa fondamentale. Esiste proprio un percorso con monumenti e case padronali a spiegare la passione e l’amora per la  patria dell’epoca che fece l’Italia unita. L’itinerario è molto semplice ed è formato da quindici tappe nel cuore storico di Codogno. Si parte dalla via intitolata al  partenza Re d’Italia, Vittorio Emanuele II: al civico 4 di questa centralissima strada codognese è il municipio, Poche decine di metri e sempre in via Vittorio Emanuele (al civico 20, per la precisione) si incontrano le vecchie architetture dell’ex seminario .Tornando indietro di pochi metri si arriva in   in Via Cavour. I due edifici successivi  sono casa Gattoni al civico 18 e casa Pollaroli al civico 11. Poco più avanti troviamo  via Cavallotti. Le due successive tappe vedono in risalto il museo dei Combattenti e reduci di Codogno (4)  e il  palazzo Lamberti ( 6). Se quest’ultimo è ricordato come un altro ritrovo dei carbonari, il museo dei combattenti custodisce diversi cimeli risorgimentali, tra cui un ritratto del Re di Sardegna Carlo Alberto, donato in occasione della sosta del monarca a Codogno nel 1848. Settima tappa, Piazza Italia: al centro del foro sorge un cippo celebrativo, originariamente collocato al cimitero (1961). Il percorso torna poi a verso il centro, e la prossima via e’  dedicata a Giuseppe Mazzini. La nona tappa del percorso e’  quella in via Ugo Bassi. Bassi, giovanissimo si arruolò nell’esercito di Murat, partecipando in seguito alla prima guerra d’Indipendenza e venne  catturato  e successivamente  fucilato dagli austriaci.  Dopo via Bassi, ci troveremo  via Pallavicino, decima tappa del nostro percorso :  la memoria dellla via è per  Giorgio Guido Pallavicino Trivulzio (1796­-1878).

Non possiamo tralasciare  il passaggio verso in via Roma, piazza XX Settembre e via Alberi. Proprio in piazza XX Settembre troveremo  la Loggia della Mercanzia, sulle cui pareti troviamo collocate diverse epigrafi.  All’interno della loggia, invece, una delle lapidi è intitolata a  Francesco II, avvenuta il 30 dicembre del 1815.  Siamo quasi al termine del nostro percorso e ora siamo in  via Zoncada, dove al civico 89 si trova la casa natale del codognese Antonio Zoncada. Via Zoncada sbocca in via Garibaldi: al civico 13 si trova la lapide che ricorda il passaggio di Garibaldi a Codogno nel 1862.  Sull’onda dell’entusiamo  per l’arrivo a Codogno di Garibaldi, la giunta municipale decise l’intitolazione della contrada al valoroso condottiero il giorno successivo la sua entrata in città, ovvero il 27 marzo del 1862. Oltre alla presenza di Garibaldi nell’omonima via troviamo altri due edifici di grande caratura.  Al civico 4, infatti, si trova Palazzo Dansi e  successivamente al  civico 21,  troveremo  Palazzo Folli Bignami.

Luigi Folliiparo in questo palazzo al patriota Felice Orsini, prima che questi venisse catturato dagli austriaci e rinchiuso nella fortezza di Mantova. La penultima tappa del percorso è nella vicina via Verdi: il 30 luglio del 1848 ­ dopo la sconfitta di Custoza ­ il Re Carlo Alberto e il principe ereditario Vittorio Emanuele in ritirata arrivarono a Codogno e pernottarono nell’allora Albergo del Teatro al civico 9 proprio di via Verdi, all’angolo con via Costa. Qui si fermarono l’1 e il 2 agosto.

Il percorso risorgimentale termina in piazza Cairoli, nel cuore più antico della città: nel castello, oggi scomparso

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