Le origini della fiera

Gli abitanti di Codogno si sono sempre distinti in laboriosità e ingegno, zelo e predisposizione alla pratica del commercio che hanno loro permesso di sfruttare e valorizzare un territorio tanto fertile.

Grazie al loro impegno nell’agricoltura e nell’industria, il mercato settimanale (che allora si svolgeva di sabato) crebbe sempre più, tanto da ottenere la concessione imperiale per l’istituzione di un secondo giorno di mercato: il martedì. E’ proprio in quel periodo che fu costruita la cosiddetta “loggia del mercato”. Il fiorente commercio portò così all’incremento continuo della popolazione e all’ampliamento dei mercati fino a che, per istanza presentata dagli amministratori in carica, non ottennero anche il permesso di tenere una fiera nella terza settimana di Novembre: una fiera che è resistita e cresciuta per ben 227 anni.

“Sacra Imperiale Maestà – si legge scritto nel documento di supplica, oggi conservato presso l’Archivio di Stato di Milano – Nell’indispensabile necessità di provedere negli Stati esteri il Bestiame, genere troppo necessario all’industre coltivazione dell’inferior Provincia Lodigiana la numerosa popolazione di Codogno, e degli altri circonvicini Borghi soffre un disperdio, ed un incomodo, da cui potrebbe essere liberata con una providenza quanto benefica alle suddette Popolazioni, altrettanto di facile esecuzione; per lo che i sottoscritti Deputati dell’Estimo si umiliano a Vostra. Maestà. Imperiale. 

Il Regio Borgo di Codogno centro dell’inferior Provincia Lodigiana trovasi confinante cogli Stati Piacentino, e Veneto. In amendue questi Stati si tengono in ogni Settimana Mercati di Bestiame, ai quali conviene che concorra la Popolazione dell’inferior Provincia Lodigiana per le necessarie proviste. 

(…) i Supplicanti (…) non possono dispensarsi di umiliare colle Loro Suppliche a Vostra. Maestà. Imperiale il desiderio tamte volte a viva voce espresso dai nostri Coltivatori dei terreni, cioè, che sarebbe di somma utilità un Mercato di tre giorni almeno in Codogno nella settimana dopo la Festa di S. Martino, nel qual tempo terminando sempre molti Coltivatori, ed altri principiando le Locazioni, torna per essi a grande vantaggio a chi il vendere e a chi il comperare il Bestiame. “

La fiera fu dunque reclamata come una necessità, per “confrontare le cose di casa nostra con quelle di casa altrui, per migliorare e migliorarsi” e la scelta della data non fu casuale. La festa di San Martino, infatti, cade l’undici novembre e in questo periodo si concludevano gli accordi legati all’agricoltura. Le persone, dunque, regolavano i conti in sospeso e avendo più denaro liquido da spendere o investire erano ben contente di poter partecipare alla fiera che divenne presto luogo di incontro per genti provenienti da tutta Italia, mercato dei frutti del lavoro e occasione di divertimento e di svago per tutta la famiglia che attendeva per tutto l’anno un momento così diverso dalla vita quotidiana, vissuta all’insegna del duro lavoro.

Opera di Giuseppe Novello raffigurante  la loggia del mercato
Opera di Giuseppe Novello raffigurante la loggia del mercato

 

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