L’origine della Raspadura.

Cosa sarebbe la bassa lodigiana senza la sua raspadüra ?

Saprete già che quando si parla di raspadüra si intende il modo di servire il formaggio che consiste nel presentarlo in sottilissime foglie, solitamente accompagnato da salumi, noci o funghi o sparsa sulla polenta.  Ma quanti di voi sanno la storia di questa prelibatezza?

raspadura

La raspadüra nacque come cibo povero. In passato, infatti, veniva ricavata dalle forme di Granone Lodigiano: un formaggio che può essere prodotto esclusivamente nella Provincia di Lodi, secondo un disciplinare di produzione.

Entro il sesto mese di stagionatura, i casari controllavano le forme di Granone prodotte nelle casere delle cascine e le martellavano per scovarne eventuali guasti di stagionatura (come difetti di compattezza, crepe o bolle interne).

Le forme difettose venivano tagliate a metà e donate ai contadini della cascina o, più spesso, portate a Lodi per essere vendute come raspadüra

casaro raspadura

Ma perché si chiama “raspadüra“? Beh, perché in dialetto “raspadüra” significa “raschiatura”  e il prodotto si prepara proprio raschiando la superficie della mezza forma, solitamente con l’aiuto di un tornio manuale e di un particolare coltello flessibile, piatto e ricurvo.

Ed ecco la storia della raspadüra, sottoprodotto della lavorazione del formaggio che un tempo veniva vista come un prodotto per poveri, dedicato a chi non poteva permettersi il formaggio da grattugia, diventato oggi  cibo prelibato, simbolo della tradizione e dell’abilità casearia del nostro territorio.



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