Nuovi colori e terapie all’avanguardia. Alle Opere Pie rivoluzionato il nucleo Alzheimer

La Fondazione Opere Pie non smette mai di stupire. Con un progetto approvato dalla Fondazione Comunitaria, nell’ambito del secondo bando del 2017, l’istituto di via Ugo Bassi sta andando incontro ad una rimodulazione del nucleo Alzheimer. Il contributo della Fondazione è pari a 15mila euro, con la metà che le Opere Pie, che emetteranno gli altri 7mila e 500 euro, dovranno raccogliere tramite donazioni entro il 30 novembre, per un totale quindi di 30mila euro. Il progetto, presentato ieri, è denominato “Quando andiamo a casa?”. <<Il merito va tutto agli educatori, in particolare a Sonia Zoppi, oltre che alla Dott.ssa Roberta Monico e al Direttore Sanitario Mauro Ferri – ha spiegato il Direttore Giovanni Grecchi -. Le pareti del nucleo sono già state ridipinte con due tonalità di verde e violetto, colori rilassanti per gli ospiti. Tra il 10 e il 15 novembre poi si passerà ai lavori per le altre novità>>. In programma c’è la posa di pannelli raffiguranti ambiti e paesaggi che gli ospiti del nucleo, 21 in totale, hanno ben conosciuto in passato, oltre al posizionamento sulle pareti di foto, quadri e tavole in legno rivestite da diversi tessuti per stimolare il tatto. Non mancherà poi un modello di cucina dove le signore potranno risistemare le stoviglie dopo i pasti, così come facevano a casa, e un angolo dedicato alla natura dove verranno trapiantati fiori e bulbi, oltre ad uno schermo che proietterà le immagini di un acquario o di un camino scoppiettante. <<Nel bagno avremo anche un cielo stellato, mentre con i loro parenti, per riaprire una forma di dialogo, gli ospiti costruiranno ‘l’albero della vita’, un insieme di foto dove verranno raffigurati momenti importanti della loro vita>> conclude Grecchi. Oltre a queste novità però l’altra grande sorpresa per gli ospiti delle Opere Pie sarà la doll therapy. <<Già attiva c’è la pet therapy – spiega Zoppi -. Ci sarà poi anche un musicoterapeuta e un terapista occupazionale. Ma a giorni prenderà avvio appunto questa terapia non farmacologica in cui ogni ospite avrà una bambola, prodotta in Svizzera e la cui efficacia è stata testata in Olanda. Ridarà loro quello stimolo del prendersi cura di qualcuno che per loro stessi non hanno più. Sarà utile anche per noi operatori durante le varie fasi di lavoro con gli ospiti>>. <<Con questa terapia l’ospite ‘si tranquillizza’ perché è focalizzato sulla cura della bambola che per loro è come un figlio>> ha spiegato la Dott.ssa Monico. <<A molti il tutto può sembrare qualcosa di poco sensato, ma invece ha grande importanza per chi soffre questa malattia>> ha concluso invece il consigliere del CdA Emiliano Faliva.

Join the Discussion

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *



arrow
css.php

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi