Quando Sophia Loren vennè a Codogno.

Da manifesti da me improvvisati su carta nera per attirare meglio l’attenzione, annuncio l’arrivo, a Codogno, dell’orchestra di Cinico Angelini che suonerà, addirittura, per il veglione di Capodanno. Ho sentito con le mie orecchie qualche codognino incredulo che riteneva impossibile l’avvenimento in quanto il maestro Angelini trasmetteva, tutte le sere alla radio, dopo il giornale delle ore venti, un programma di musica e quindi … se era alla radio non poteva essere a Codogno per il veglione. Nevicava da qualche ora e le nostre strade erano già impraticabili, ma verso le venti dell’ultimo dell’anno un grande pullman con un rimorchio per gli strumenti si ferma davanti al teatro sociale di Codogno. Ne scendono il maestro Cinico, Nilla Pizzi, Flo Sandons, il duo Fasano, Gino Latilla, Achille Togliani e una ragazza sconosciuta. Il palco è la prima cosa che vanno a guardare e notano un grosso albero carico di frutta…quasi vera, un organo elettrico Hammond, una ringhiera al neon e la grande scritta di fondo “Angelini” luminescente. Il maestro chiede se è possibile avere una radio per ascoltare, durante la cena, la registrazione della sua trasmissione che sarebbe andata in onda poco dopo. Alla prima prova dell’orchestra mi sono seduto sul pavimento in mezzo al palco per sentire, in diretta, la famosa sigla “C’è una chiesetta amor”.

Una finezza di Angelini è stata quella di far suonare, nell’intervallo cho spettacolo, alcune melodie struggenti. Sulla panchetta dell’organo elettrico, insieme all’organista, si è seduta, facendo finta di suonare, una bellissima signorina con un vestito di tulle con tante sfumature di colori. Era Sophia di Lazzaro la compagna di Togliani interprete dei più famosi fotoromanzi di quei tempi. La coppia non ha potuto cenare con l’orchestra a causa “dell’estranea” e, siccome Codogno non aveva un ristorante decente, è stata fatta accompagnare a Fombio dove nessuno la conosceva, neppure da Meazza. Il dottor Molinari, presidente della casa di riposo, ha invitato più volte il maestro Angelini al bar dove si è creata subito una cordiale amicizia, ma prima di accomiatarsi, Angelini consegna al nostro dottore un assegno di 50.000 lire per i suoi “vecchietti”. Se si calcola che tutto il complesso era giunto da Torino e aveva suonato per tutta la notte dell’ultimo dell’anno per 400.000 lire, dobbiamo ammettere che il maestro Angelini ha compiuto un gesto molto generoso. E’ stata una festa molto ben riuscita e il maestro ha cantato tutta la notte. Alcuni ospiti hanno allungato degli assegni per prolungare la nottata indimenticabile vista anche la presenza di Sophia di Lazzaro.

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