Quel maledetto 22 maggio. Amici per sempre.

Ciao Fabio, oggi sono 25 anni da quel fatidico 22 maggio 1994. Ricordo tutto come se fosse ieri. Ricordo il tuo malore nei giorni precedenti mentre giocavi a calcetto. Ricordo che hai voluto firmare per uscire dal pronto soccorso, nonostante volessero la tua permanenza in ospedale. Ricordo di averti visto l’ultima volta il sabato mattina. Io ero sotto alla loggia comunale e tu sei passato, con finestrino abbassato e gli ac/dc hell’s bells a palla. Le campane degli inferi. Come se fosse un presagio. Chi poteva immaginare che sarebbe stata l’ultima volta che ci saremmo visti? E se avessi firmato per rimanere in ospedale per accertamenti? Io sono dell’idea che il nostro destino sia già scritto. Sono dell’idea che se anche fossi partito due minuti dopo da Casale per raggiungere Codogno, sarebbe successo lo stesso. Ricordo ancora il capodanno passato a casa mia. Ricordi vero? Ricordo che la domenica mattina, Fabio e Giovanni sono venuti da me e mi hanno dato la triste notizia della tua morte. La tua e di Filippo. Ricordo con affetto tutte le discussioni avute, i litigi, ricordo anche che dopo un paio di giorni tutto tornava come prima. Ricordo la tua aria da duro ma solo chi si ferma all’apparenza non ha mai notato la tua sensibilità e la tua purezza nel parlare. La tua anima fragile.
Ciao Filippo Ferdinando.
Amici per sempre.



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