Un’enorme costola in sacrestia – la balena del gerundo

balena

 

Vi ricordate la storia del Lago Gerundo e la leggenda del famelico Drago Tarantasio che con il suo fiato pestilenziale portava malattie in tutto il territorio?

Nella chiesa di San Bassiano, a Pizzighettone è conservato qualcosa che ha contribuito ad alimentare queste credenze: un osso di forma arcuata lungo 170 centimetri. Un tempo si credeva appunto che fosse una costola appartenuta al drago che infestava le paludi dei nostri territori e veniva esposta per esorcizzare il demonio.

Ritrovamenti di questo tipo in queste zone erano tutt’altro che rari.

costola balenaNel 1995, per esempio, sul Corriere della Sera si leggeva: “Cremona – Un’enorme vertebra di un animale preistorico è stata ritrovata nei fondali del fiume Adda nei pressi di Pizzighettone (Cremona). Il reperto ha un’altezza di 75 centimetri, una base di 39 e la sede circolare ha un diametro di 16 cm. Ritrovamenti di questo tipo non sono nuovi in una zona che millenni fa ospitava le paludi del lago Gerundo. A scoprire il reperto è stato Walter Valcaregni, un muratore di 47 anni che in passato ha già donato fossili al museo civico di Pizzighettone. Un paleontologo incaricato dal museo dovrà stabilire a quale animale la vertebra appartenesse e a quale epoca risalga”.

Spesso le ossa appartenevano a mammuth e a rinoceronti dell’era glaciale che venivano scavati a monte dalle correnti e poi trascinati sino a valle dove venivano raccolti ed esposti nelle chiese ma non è questo il caso della costola custodita nella chiesa di Pizzighettone. Quel reperto, probabilmente, apparteneva a una  balena che dopo aver risalito il corso del Po si era stabilita nel Gerundo.

Ma perché l’osso fu portato ed esposto proprio in una chiesa?

“Un tempo le chiese erano usate come musei, ci venivano messi anche antichi reperti – dice Valerio Ferrari – dalle ossa ritrovate sono sorte molte leggende”.

 

PS. Se ti sei perso l’articolo sul lago Gerundo segui il link o guarda questo video!

 

 

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