www.cudognelasogent.it presenta: La Triulza ( parte prima)

Triulza, frazione di Codogno, è situata in prossimità della via Emilia che congiunge Lodi con Piacenza.

La storia conosciuta di questa Frazione ha inizio quando i Conti Trivulzio vennero in possesso di queste terre verso la metà del ‘ 400 acquistandole, insieme al feudo di Codogno, dai Fagnani ( famiglia di grandi mercanti e poi proprietari terreri).

Si ha notizia di un’investitura livellaria, cioè di una donazione temporanea di un bene con compenso simbolico ad un individuo da parte dell’autorità. In questa investitura, datata 2 maggio 1458, è nominato il Foresto, parte importante della “possione” Triulza: ” de bonis ubi dicitur as forestum seu de Foresto in fratres de Triultio”. Da queste testimonianze si evince che Triulza potrebbe aver avuto inizialmente un’origine comunale. Le terre passarono via via nelle mani di diversi membri della famiglia. Solo nel 1578 pervennero ad un singolo Trivulzio, il Conte Carlo Emanuele Teodoro e , alla sua morte , passarono ai parenti più prossimi, i Galli Trivulzio. Queste terre erano suddivise in quattro Fondi che ancora oggi portano lo stesso nome:

  • La possessione Molino, oggi Cascina Molinetto.
  • La possessione Porta oggi Cascina Porta.
  • La possessione S. Bernardo oggi Cascina S. Bernardo.
  • La possessione Grande e Foresto oggi Cascina Grande.

Nel 1771 Gallio Trivulzio fondò il Pio Albergo Trivulzio e le terre divennero di proprietà di questa fondazione benefica. In età spagnola , il Contado lodigiano fu suddiviso in Vescovati: Superiore, di Mezzo, Inferiore di strada cremonese e Inferiore di strada piacentina;  a quest’ultimo apparteneva il comune di Triulza che comprendeva anche Cucca, cascina oggi localizzata sulla strada S.S Mantovana che collega Codogno con Casalpusterlengo. Nel compartimento territoriale del 1751 il territorio di Triulza comprendeva Cassina Porta, Cassina Grande, S. Bernardo, Cassinasa Triulzina, Mirandola, Molineto, Cassina del Foresto, Cucca detta Contessa Scala, Cassina Cucca del Monastero di S. Chiara di Codogno. Negli stessi anni l’inchiesta disposta dalla Regia Giunta per il censimento accertò che l’abitato contava 350 persone.

La comunità era retta da un consiglio generale,  amministrata da tre deputati, ausiliati da un cancelliere e un tesoriere. La riscossione delle tasse era affidata da un esattore nominato con asta pubblica. Nel  1973 Triulza era ancora compresa nel Vescovato inferiore di strada piacentina o Cassinassa, anche se risultava allargata, avendo annesse le novelle frazioni di Cucca, Mirandola e Trivulzina. Dopo la seconda metà del ‘700, la suddivisione in Città e Contado venne meno in seguito all’applicazione della riforma Teresiana ; i Vescovati vennere suddivisi in 24 delegazioni, ognuna delle quali composta da un numero variabile di comunità.

Racconto estratto dal libro ” La Triulsa”    di  Giuditta Boffelli che mi ha concesso in forma esclusiva la ripubblicazione.

@riproduzione riservata.

 

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